Moto X, Google può davvero salvare Motorola?

[dropcap]D[/dropcap]a qualche ora è stato svelato al mondo un nuovo smartphone, stiamo parlando ovviamente del Moto X, al quale avevamo anche dedicato un articolo qualche giorno fa, il nuovo device prodotto da Motorola Mobility in collaborazione con Google, proprietaria della nota azienda produttrice di telefoni cellulari.

Cominciamo con una breve premessa, questa volta i rumors ci hanno indovinato solo in parte, il dispositivo costa si poco, ha le caratteristiche tecniche di cui avevamo ampiamente parlato però in Europa probabilmente non lo vedremo mai e soprattutto non lo vedremo al prezzo di cui si era parlato.
Proprio così, il Moto X infatti verrà venduto almeno per ora solamente negli Stati Uniti e in Canada, e solo con l’abbonamento ad un determinato gestore telefonico con il vincolo del contratto biennale. E fin qui tutto ok, se non fosse che Motorola è una azienda praticamente morta che negli ultimi anni è praticamente sparita dal mercato, in cui ha fatto solo delle brevi apparizioni con dispositivi piuttosto fallimentari, e che quindi dopo essere stata acquistata da Google sta provando a rialzarsi. Allora considerati tutti questi fattori, perchè questo device verrà distribuito solamente in due paesi e non in tutto il mondo?
Non avendo una risposta a questo quesito che si era posto, almeno in parte, in occasione del lancio del Nexus 4 e del Nexus 10 distribuiti inizialmente solo tramite il Play Store, disponibile solamente in poche ed elette nazioni, passiamo ad elencare le caratteristiche del dispositivo che sono davvero ottime.

MotoX

Il Moto X arriva sul mercato con un display da 4.7 pollici con risoluzione HD a 720p con una densità di pixel pari a 312 ppi.
Un discorso a parte va dedicato al processore, che non è prodotto completamente da Motorola ma che ha solamente preso uno Snapdragon S4 Pro da 1.7GHz dual core e lo ha adattato alle sue esigenze, trasformandolo in un Soc Motorola X8.
Quest’ultimo verrà affiancato da altri due processori uno per la gestione dello schermo (giroscopio e sensori vari) e uno per la gestione dei comandi vocali, in primis Google Now ovviamente.
La ram montata sul device è di 2 GB, la memoria interna non è espandibile, il dispositivo verrà commercializzato in 2 diversi tagli di memoria, da 16 e da 32 GB.
La batteria è da 2200 mAh, Motorola promette un utilizzo di 24 ore a carica completa ma come al solito il dispositivo dovrà essere testato a fondo per controllare al meglio la durata della batteria.
Passando al comparto fotografico, troviamo due fotocamere, una anteriore da 2 megapixel e una posteriore da 10 megapixel capace di registrare video a 1080p con Flash Led.

moto-x-14-hero

Le caratteristiche tecniche sono davvero ottime ma è un altro il fattore che renderà unico il vostro Moto X, la personalizzazione!

È possibile personalizzare il proprio Moto X creando fino a 504 combinazioni

Motorola mette a disposizione già al lancio la possibilità per l’acquirente di personalizzare il suo smartphone, sono infatti disponibili:

    • 16 cover posteriori diverse (una addirittura con una texture in legno)
    • 2 cover frontali (nera o bianca)
    • Il colore degli auricolari
    • Il logo che deve apparire all’accensione
    • Lo sfondo di default
    • Il colore del caricatore da muro

Essendo Google proprietaria di Motorola, tutti quanti si aspettavano che il dispositivo montasse già al lancio Android 4.3, presentato qualche giorno fa, e invece no, il device di base uscirà con Android 4.2.2, lievemente personalizzato da Motorola che ha inserito alcune funzioni interessanti come una integrazione piuttosto forte con Google Now e una applicazione fotocamera esclusiva e tutta nuova.

Google ha comunque dichiarato che l’aggiornamento ad Android 4.3 arriverà a breve.

Come abbiamo già detto il dispositivo sarà disponibile solamente negli Stati Uniti e in Canada, il prezzo di partenza è di 199$ per la versione da 16 Gb e 250$ per la versione da 32, con il vincolo contrattuale di 2 anni.
Purtroppo non si sa se il dispositivo arriverà mai in Italia.
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Fonte immagini: The Verge

New York City: scatti da un secondo

Brian Emerick, fotografo e cameraman originario di San Francisco, ha deciso di intraprendere un viaggio nella città di New York che è stato piuttosto produttivo visto il video che è stato in grado di condividere in rete.
Emerick, durante il suo soggiorno nella grande mela, ha utilizzato una Canon 7D per girare tantissimi video che sono finiti in un unico montaggio della durata totale di 2.40 minuti.

All’interno del video che Emerick ha intitolato NYC: One Sec Shots, vengono mostrate 150 immagini che rimangono sullo schermo per un solo secondo.
Il tutto è stato girato in vari posti di New York, l’Empire State Building, lo Yankee Stadium, il Grand Central Terminal, Times Square e tanti altri che vi invitiamo a riconoscere se siete già stati in questa meravigliosa metropoli.
Il tutto è stato girato a 60 fps e poi montato inserendo vari effetti per ottenere un risultato che a me personalmente è piaciuto davvero moltissimo.

Vi invito a visionare il video a inizio articolo.

Antartide, il motore della vita degli oceani

Power of Nature è un interessantissimo progetto della BBC, portato avanti nel tempo grazie alla collaborazione con Nikon.
In Italia non si è mai sentito parlare molto di questo progetto che mostra con video girati davvero bene, la natura in tutta la sua bellezza. Questo articolo segue il primo che avevamo pubblicato qualche settimana fa, oggi parleremo dell’Antartide, un continente non troppo conosciuto ma che in realtà ha una grande importanza per la vita di tutti gli oceani.

Nonostante questa enorme distesa di ghiaccio sia stata da sempre inospitale per gli uomini, quest’ultima è il motore della vita degli oceani che la circondano.
Proprio in queste acque tantissime specie animali, balene, pinguini, uccelli, foche e tanti altri, si nutrono delle acque ricche di tantissime sostanze utili alla loro vita.
Questo fenomeno, che in queste zone è maggiormente evidente e accentuato, non è isolato, l’effetto della presenza dell’antartide si nota infatti in tutti gli oceani del mondo. Il nutrimento e la ricchezza che caratterizzano queste acque, si spostano infatti in molti altre zone rendendole favorevoli per la pesca e per la vita degli animali.

Nel video-documentario che vi vogliamo mostrare, parleranno alcuni esperti del settore tra cui Emily Shuckburgh, M Sanjayan e il noto cameramen Doug Allan che dimostreranno come la presenza dell’Antartide sia importante per la vita di tutto il mondo.
Vi invitiamo a visionare questo fantastico video-documentario all’interno di questa pagina.

Adrift, alla scoperta della Baia di San Francisco

Il bravissimo e conosciutissimo fotografo , conosciuto per aver girato vari Time Laps negli anni passati, ha pubblicato in rete un interessantissimo e soprattutto bellissimo filmato che mostra la baia di San Francisco.
Per chi non lo sapesse il Time Lapse è una tecnica fotografica che mostra in un video vari scatti eseguiti ad uno stesso oggetto mostrando in questo modo come quest’ultimo cambia e si trasforma nel tempo.
L’ultimo Time Laps di Christen mostra come detto la Baia di San Francisco ed è costato al fotografo molta fatica e dedizione per portare a termine un lavoro che alla fine lo ha ripagato di tutti gli sforzi.

Per più di due anni Christen ha monitorato con satelliti e webcam il meteo e la presenza della nebbia all’interno della baia di San Francisco per controllare al meglio tutti i dettagli necessari per scattare eccezionali fotografie alla nebbia che scivola sulle colline e circonda il suggestivo Golden Gate Bridge.
Per eseguire tutto questo, il fotografo partiva da casa alle 5 di mattina e dopo 45 minuti di viaggio giungeva sul posto adatto per eseguire gli scatti necessari, spesso dovendo anche rinunciare a scattare fotografie a causa della nebbia troppo alta o troppo bassa.

Il risultato, che a me personalmente è piaciuto davvero molto, è quello che potete vedere nel cortometraggio presente a inizio articolo, Buona visione…

Christen ha un suo sito personale e un account su 500px, in cui potrete visualizzare tutte le sue fantastiche fotografie scattate in varie occasioni e non solo per l’ultimo progetto.

Oceani, il cuore blu del Pianeta Terra

Power of Nature è un interessantissimo progetto della BBC, portato avanti nel tempo grazie alla collaborazione con Nikon.
In Italia non si è mai sentito parlare molto di questo progetto che mostra con video girati davvero bene, la natura in tutta la sua bellezza. Oggi in questo primo articolo vi mostreremo il cuore blu del Pianeta Terra ovvero gli oceani

Quasi tre quarti della superficie del nostro pianeta è ricoperta d’acqua, laghi, fiumi, mari ma soprattutto oceani, proprio in questi ultimi è contenuto il 90% dello spazio utilizzabile per vivere.

Per millenni, già da prima della comparsa dell’uomo sulla terra, gli oceani hanno ospitato una enorme quantità di esseri viventi, quelli studiati dall’uomo, di cui è certa l’esistenza, sono solo 230.000 ma considerando che la maggior parte dei fondali sono inesplorati, alcuni scienziati credono che ne potrebbero essere presenti fino a 2 milioni.

Oltre ad essere “patria” di tutto, dal plancton alle balene, gli oceani svolgono una funzione importante sia producendo cibo sia regolando il clima mondiale.
Un’altra funzione fondamentale è la capacità di assorbire l’anidride carbonica dall’atmosfera attraverso la fotosintesi del fitoplancton, ad oggi gli oceani assimilano un terzo di tutta l’anidride carbonica del pianeta.

Da questa funzione positiva per gli uomini, deriva però un fatto negativo, la conformazione degli oceani sta infatti cambiando con gravi conseguenze per l’enorme diversità delle creature che vi vivono.

Il video girato dalla BBC, girato dal cameraman Doug Allan, è disponibile in questa pagina. Cosa ne pensate?