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ISIS: la nuova minaccia

Ultimamente è presente sulla bocca di tutti, specialmente dei cittadini statunitensi, un nome. Nello specifico questo nome è un acronimo: ISIS (Islamic State of Iraq and Sirya). Ma cosa vuol dire questo nome e perchè fa tanta paura alla società moderna? Cercherò di spiegarvelo in questo articolo.

L’ISIS nasce nella sua denominazione attuale alla fine del decennio scorso, dalle ceneri del famoso gruppo terroristico di Al-Qaeda. In Iraq ed in Siria l’organizzazione era ormai smembrata e così, quando Bin Laden fu catturato ed ucciso e la leadership cadde , venne nominato come capo del nascente stato islamico Abu Bakr Al Baghdadi, che ancora adesso è la mente dietro i fatti di cronaca di questi giorni.

Lo scopo di questa organizzazione, perseguito da Al-Zarqawi prima e da Al-Baghdadi poi, è quello dell’instaurazione di un califfato (ossia una dittatura islamico-estremista) a matrice sunnita. Questo avviene nei territori di Iraq e Siria attraverso una spietata guerra civile che vedono contrapposti i militanti dell’ISIS contro gli sciiti e contro gli abitanti dei territori occupati che rifiutano di sottomettersi al forte potere militare esercitato dai terroristi.

Questo crea una forte differenza con Al-Qaeda che aveva (ed ha comunque tuttora) invece come obiettivo la diffusione del potere e della cultura islamica nell’Occidente difendendo i propri territori dall’invasione europea ed americana attraverso attacchi terroristici volti a far crollare i simboli del potere straniero.

Attualmente i territori occupati dall’ISIS comprendono 24 città minori tra Iraq e Siria, 8000 miliziani ed una superficie pari a circa quella del Belgio.

I fondi per le loro campagne provengono dal forte sfruttamento sia del territorio sia dagli abitanti dei territori sotto il loro controllo.

Può stupire sapere che molti dei miliziani nelle liste dell’ISIS non sono islamici ma sono occidentali convertiti alla religione musulmana. Cosa spinga un europeo a combattere nelle file dei jihadisti rimarrà sempre un mistero.

Insomma, questo gruppo è da diversi anni sulla cresta dell’onda ma come mai se ne parla tanto solo negli ultimi mesi? Semplicemente perchè han deciso di farsi conoscere e minacciare l’Occidente grazie ai filmati delle decapitazioni di alcuni giornalisti e attivisti capitati nel loro territorio. La strategia della paura è un classico del metodo terrorista, e serve per far conoscere la serietà delle intenzioni della cellula.

La minaccia, dunque, è più che reale e questi conflitti intestini e guerre interne potrebbero non solo spezzare l’Iraq e la Siria ma anche le certezze occidentali.

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